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In Cile incontro ecumenico dei lavoratori cristiani. Etica e democrazia 

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In occasione della visita che Papa Francesco compirà in Cile dal 15 al 18 gennaio prossimo e per ricordare i cinquecento anni della Riforma, si svolgerà sabato 21, a Santiago del Cile, l’incontro ecumenico nazionale dei lavoratori cristiani sul tema: «Per un Cile etico e democratico».

L’evento è promosso dalla Federación Sindical Norte/Fesinor, dalla Chiesa evangelica luterana e dal Centro Cultural Pablo Neruda Hijo de Ferroviario. «In questo incontro ecumenico dei lavoratori cristiani — si legge in un comunicato — avremo l’opportunità di constatare che il panorama occupazionale cileno è preoccupante. Nonostante la recente riforma, la situazione lavorativa nel paese è ingiusta e inquietante, con lavoratori precari (orari lunghi e salari bassi), organizzazioni sindacali deboli e potere d’influenza molto limitato». Al riguardo, gli organizzatori del congresso ricordano ciò che il documento finale di Aparecida nel 2007 sottolineava al paragrafo 73: «Lo sfruttamento del lavoro arriva, in alcuni casi, a generare condizioni di vera schiavitù».

Nel comunicato viene evidenziato come in questo momento particolare ci sia «una straordinaria concentrazione di ricchezza. Nuovamente il lavoro produce soprattutto alienazione, che allontana dalla possibilità di coltivare una vita pienamente umana. I lavoratori lottano e cercano di far valere i propri diritti, gli stessi diritti che li aiutano a essere cittadini. Diritto alla famiglia, diritto ad avere un salario, sicurezza sociale e un riposo equo». Inoltre, viene ricordato come il mondo sindacale sia debole, «una debolezza estrema alimentata dai governi. Nel corso degli ultimi 30 anni, abbiamo assistito a una politica deliberata (che proveniva dalla dittatura e continua a esserci in democrazia) al fine di rendere invisibile il lavoratore come attore politico».

Per questo motivo, gli organizzatori hanno promosso questo incontro ecumenico dei lavoratori cristiani per riflettere, discutere e proporre linee guida di azione che tengano conto del prezioso lavoro umano come un bene e non come una mera merce». Infine, nel ricordare alle comunità cristiane e alle organizzazioni sindacali che «l’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economica e sociale» gli organizzatori si sono detti più che mai convinti che «ogni persona umana merita una vita giusta e dignitosa nel contesto della propria famiglia».

L’Osservatore Romano, 20-21 ottobre 2017

Il Sismografo / Roma   –   Reflexión y Liberación / Chile

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