Mayo 18, 2026

Francisco: Profeta de la justicia y la paz

 Francisco: Profeta de la justicia y la paz

Se cumple un año de la Pascua del querido Papa Francisco, ocurrida en la Casa Santa Marta a las 7.35 horas. Cinco días después se celebraron sus funerales y sus restos mortales, según su voluntad, descansan en la Basílica Papal de Santa María la Mayor en Roma.

Con gratitud recordamos a este hombre bueno y sabio en un mundo carente de líderes creíbles, Francisco animó la esperanza, nos regaló su sonrisa e hizo suyos los dolores de los pobres, excluidos y descartables, sufrió con las víctimas de las guerras, denunció sin titubeos la carrera armamentista y los desmanes humanos en contra de la madre tierra. No se cansó de predicar que Dios es amor, servicio y misericordia. Fue su praxis cotidiana de justicia, solidaridad y paz al difundir el Evangelio de Jesús.

A un año de su partida, con emoción recordamos que entre sus muchas reflexiones y enseñanzas proféticas que dejó al mundo, está su discernimiento sobre la guerra, invasiones, bombardeos y genocidios, manifestando sin dobleces que el mundo cristiano no debe aceptar bajo ninguna circunstancia la agresión bélica por su crueldad e inmoralidad. A un año de su ausencia física, todos los líderes mundiales reconocen que JM Bergoglio fue un tenaz defensor del diálogo diplomático para la paz, no solo de palabra sino de acción directa.

Baste recordar que durante la criminal incursión militar unilateral de Israel contra Gaza, Francisco  llamaba todos los días a la Parroquia Sagrada Familia a cargo del P. Gabriel Romanelli.  Cada día, a las siete de la tarde, un grupo de católicos y refugiados en la Parroquia recibían una llamada. Incluso durante sus últimos días, siempre tenía un momento para interesarse por el pueblo palestino bajo los bombardeos israelíes. Con sus palabras les ayudaba a soportar la desigual guerra: ‘No tengan miedo, estoy con ustedes’. También se le escuchó decir ya en el umbral de su agonía: ‘Recemos por Gaza, por la paz allí, en muchas partes del mundo…La guerra es siempre una derrota, no lo olviden. La guerra es una derrota. ¿Y quién gana? ¡Los fabricantes de armas! Por favor, oremos por la paz’.

Otro gran momento en la incansable lucha del Papa Francisco por las paz fue cuando convocó a un Congreso Internacional a 60 años de la encíclica Pacem in terris, que sesionó magistralmente en la Pontificia Universidad Lateranense, reiterando por esos días de mayo de 2023 a visitantes en el Vaticano y  Casa Sta. Marta, que el Papa se hacía eco activamente de este aniversario. Destacando la actualidad del texto de Juan XXIII que invitaba a todos los fieles y a los hombres y las mujeres de buena voluntad a releerlo para comprometerse con una humanidad en fraternidad y paz.

Hoy más que nunca la especie humana está amenazada por el horror de la guerra. Ante la barbarie bélica hemos de tener muy presente lo que Francisco desde la Plaza de S. Pedro y en varios importantes documentos señaló que la guerra es un horror que ofende a Dios y a la humanidad, la guerra siempre es una derrota y no perdona a nadie. Todas estas palabras proféticas deberían escucharlas los líderes políticos que siguen empeñados en resolver conflictos usando las armas y las bombas que no son otra cosa que instrumentos de dolor, destrucción y muerte.

Nunca la guerra ha dado alivio a la vida de los seres humanos, nunca ha sabido guiar su camino en la historia, ni ha logrado resolver conflictos y contraposiciones surgidos en su acción. Los efectos de la guerra son las víctimas, las destrucciones, la pérdida de humanidad, la intolerancia, hasta la negación de la posibilidad de mirar al mañana con renovada confianza…. (Papa Francisco a 60 años de la Pacem in terris – Pontificia Universidad Lateranense – 11/5/2023).

Jaime Escobar Martínez / Director de revista ‘Reflexión y Liberación’

Roma – Santiago – Madrid

-Francesco: profeta di giustizia e di pace-

Oggi ricorre un anno dalla scomparsa del nostro amato Papa Francesco, avvenuta nella Casa Santa Marta alle 7:35 del mattino. Cinque giorni dopo si sono svolti i suoi funerali e le sue spoglie mortali, secondo le sue volontà, riposano nella Basilica Pontificia di Santa Maria Maggiore a Roma.

Con gratitudine, ricordiamo quest’uomo buono e saggio in un mondo privo di leader credibili. Francesco ha ispirato speranza, ci ha onorato con il suo sorriso e ha abbracciato la sofferenza dei poveri, degli esclusi e degli emarginati. Ha sofferto con le vittime della guerra, ha denunciato senza esitazione la corsa agli armamenti e le atrocità dell’umanità contro Madre Terra. Non si è mai stancato di predicare che Dio è amore, servizio e misericordia. La sua pratica quotidiana di giustizia, solidarietà e pace era evidente nella diffusione del Vangelo di Gesù.

A un anno dalla sua scomparsa, ricordiamo con commozione che tra le sue numerose riflessioni e i suoi insegnamenti profetici lasciati in eredità al mondo, spicca il suo discernimento riguardo alla guerra, alle invasioni, ai bombardamenti e al genocidio, affermando inequivocabilmente che il mondo cristiano non deve accettare l’aggressione militare in nessuna circostanza, a causa della sua crudeltà e immoralità. A un anno dalla sua dipartita, tutti i leader mondiali riconoscono che JM Bergoglio è stato un fermo difensore del dialogo diplomatico per la pace, non solo a parole ma anche con i fatti.

Basti ricordare che durante la criminale incursione militare unilaterale di Israele a Gaza, Francesco telefonava ogni giorno alla parrocchia della Sacra Famiglia, affidata alle cure di padre Gabriele Romanelli. Ogni giorno alle sette di sera, un gruppo di cattolici e rifugiati della parrocchia riceveva la sua chiamata. Persino nei suoi ultimi giorni, trovava sempre il tempo per informarsi sul popolo palestinese sotto i bombardamenti israeliani. Con le sue parole, li aiutava a sopportare la guerra impari: “Non abbiate paura, io sono con voi”. Lo si è sentito dire anche, sulla soglia della sua agonia: “Preghiamo per Gaza, per la pace lì, in molte parti del mondo… La guerra è sempre una sconfitta, non dimentichiamolo. La guerra è una sconfitta. E chi vince? I produttori di armi! Per favore, preghiamo per la pace”.

Un altro momento significativo nell’instancabile impegno di Papa Francesco per la pace è stata la convocazione di un Congresso Internazionale in occasione del 60° anniversario dell’enciclica Pacem in Terris. Questo congresso, svoltosi magistralmente presso la Pontificia Università Lateranense, ha ricordato ai visitatori in Vaticano e a Casa Santa Marta, in quei giorni di maggio del 2023, l’attivo coinvolgimento del Papa in questa ricorrenza. Egli ha sottolineato la perenne attualità del testo di Giovanni XXIII, che invita tutti i fedeli e tutte le persone di buona volontà a rileggerlo e a impegnarsi per un’umanità di fraternità e di pace.

Oggi più che mai, il genere umano è minacciato dall’orrore della guerra. Di fronte alla barbarie del conflitto, dobbiamo tenere a mente quanto affermato da Papa Francesco, parlando da Piazza San Pietro e in numerosi documenti importanti: che la guerra è un orrore che offende Dio e l’umanità; la guerra è sempre una sconfitta e non risparmia nessuno. Tutte queste parole profetiche dovrebbero essere ascoltate dai leader politici che persistono nell’intento di risolvere i conflitti con armi e bombe, che non sono altro che strumenti di dolore, distruzione e morte.

La guerra non ha mai portato sollievo alla vita degli esseri umani, non è mai stata in grado di guidarne il cammino nella storia, né di risolvere i conflitti e le opposizioni sorti a causa delle sue azioni. Gli effetti della guerra sono vittime, distruzione, perdita di umanità, intolleranza, persino la negazione della possibilità di guardare al domani con rinnovata fiducia…. (Papa Francesco in occasione del 60° anniversario della Pacem in Terris – Pontificia Università Lateranense – 11 maggio 2023).

Jaime Escobar Martínez / Direttore della rivista ‘Riflessione e Liberazione‘.

Roma – Santiago – Madrid

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