Rotundo no a los señores de la guerra
Hoy, se reconoce en altos ambientes diplomáticos y de la prensa mundial que el Papa León XIV es una figura moral que ofrece al mundo un mensaje de paz, justicia y solidaridad que contrasta con el lenguaje agresivo, la acción violenta y militarista de Donal Trump.
El cordial encuentro entre el Papa León XIV y Marco Rubio no estuvo exento de tensiones y diferencias sobre el modo de ‘ver y analizar las guerras’ y sus devastadoras consecuencias. Ante el argumento de ‘guerra justa’ del Secretario de Estado, emergió sin vacilación la voz serena y pausada del pontífice que repitió que la Iglesia tiene el deber moral de denunciar la barbarie de la guerra que destruye vidas y señaló que el buen criterio indica que para ‘resolver conflictos debe prevalecer siempre el diálogo y la diplomacia’.
Como era de esperar, al término de la importante reunión bilateral solicitada por la Casa Blanca, el Vaticano está dispuesto a mantener buenas relaciones con Washington, pero advierten respetuosamente que el Papa no retrocederá bajo ninguna circunstancia en sus críticas cuando se compruebe a través de informes rigurosos y objetivos que emanan de las Nunciaturas Apostólicas que están en juego la paz, la verdad o la dignidad humana: ¡El pontífice no callará y volverá a clamar por la paz!
El Papa le repitió al Secretario Rubio que no es aceptable utilizar el nombre de Dios para justificar una guerra. Y, que su deber como Pastor de la Fe es expresar en conciencia que la Iglesia no puede permanecer en silencio frente a la devastación de la guerra ni ante la explotación del nombre de Dios para justificar dicha inaceptable violencia. E insistió en que la Iglesia debe seguir siendo una voz profética que denuncia las injusticias y promueve, incansablemente, la paz.
Un dato interesante es que antes y después de la visita del Secretario Rubio a la Santa Sede, se difundieron diversos textos y pensamientos sobre lo que debe tener en cuenta un cristiano en el tema de la guerra y la no violencia. Ahí están los documentos como Pacem in terris, Gaudium et spes y Fratelli tuuti entre otros. Pero hay una reflexión del P. Bernhard Häring († 1998) que circuló en las oficinas vaticanas y que llamó la atención: ‘En el contexto de las cuestiones de paz y guerra, la teología moral está llamada a desempeñar un papel proactivo, ya que las exigencias bíblicas están claramente en conflicto con los modelos ético-teológicos contemporáneos (teoría de la guerra justa). Estos modelos deben abandonarse en favor de un lenguaje y una práctica renovados en espíritu y contenido. Una expresión de no violencia es la valentía de hablar con firmeza a quienes tienen los medios para hacer daño’.
Líderes políticos mundiales y la gran prensa internacional coinciden en que el Papa León comienza de la mejor forma su segundo año de pontificado. Diversas encuestas internacionales reflejan con claridad una enorme popularidad ciudadana en todos los estratos sociales, especialmente en ambientes juveniles de los Estados Unidos. Por ejemplo, esta reflexión del Papa León; ‘No debemos acostumbrarnos a la guerra; al contrario, debemos rechazar como tentación la seducción de armamentos poderosos y sofisticados’, está reproducida en cientos de Universidades europeas y norteamericanas, demostrando así que millones de jóvenes a nivel global no permanecen indiferentes ante la maldad criminal de las guerras e injusticias.
Con renovada esperanza, esperamos que el Papa en su próximo viaje apostólico a España del 6 al 12 de junio, vuelva a interpelar a los líderes mundiales desde el Evangelio de la paz, la justicia y la solidaridad como un ineludible mandato ético moral, también extensivo a todo cristiano y persona de buena voluntad que respeta la dignidad humana.
‘Jesús nos dijo: ¡Bienaventurados los que trabajan por la paz! En cambio, ¡ay de quienes doblegan las religiones y el mismo nombre de Dios a sus propios intereses militares, económicos o políticos, arrastrando lo que es santo hacia lo más sucio y tenebroso!’ (Papa León en el Encuentro por la Paz – Catedral de San José (Bamenda) / 16 de abril de 2026).
Jaime Escobar Martínez / Director de revista ‘Reflexión y Liberación’
Roma – Santiago – Madrid

-Un no categorico ai signori della guerra-
Oggi, negli ambienti diplomatici più elevati e nella stampa mondiale, si riconosce che Papa Leone XIV è una figura morale che offre al mondo un messaggio di pace, giustizia e solidarietà, in netto contrasto con il linguaggio aggressivo e le azioni violente e militariste di Donald Trump.
Il cordiale incontro tra Papa Leone XIV e Marco Rubio non è stato esente da tensioni e divergenze di opinione sul modo di interpretare e analizzare le guerre e le loro devastanti conseguenze. Di fronte all’argomentazione del Segretario di Stato sulla “guerra giusta“, la voce calma e misurata del Papa è emersa senza esitazione, ribadendo che la Chiesa ha il dovere morale di denunciare la barbarie della guerra che distrugge vite umane e sottolineando che il buon senso impone che “il dialogo e la diplomazia debbano sempre prevalere nella risoluzione dei conflitti”.
Come previsto, al termine dell’importante incontro bilaterale richiesto dalla Casa Bianca, il Vaticano ha espresso la propria disponibilità a mantenere buoni rapporti con Washington, ma ha rispettosamente avvertito che il Papa non si tirerà indietro in nessuna circostanza dalle sue critiche quando rapporti rigorosi e obiettivi delle Nunziature Apostoliche confermeranno che la pace, la verità o la dignità umana sono in pericolo: il Papa non rimarrà in silenzio e invocherà ancora una volta la pace!
Il Papa ha ribadito al Segretario Rubio che è inaccettabile usare il nome di Dio per giustificare la guerra. Ha aggiunto che il suo dovere di Pastore della Fede è quello di esprimere in coscienza che la Chiesa non può rimanere in silenzio di fronte alla devastazione della guerra o allo strumentalizzazione del nome di Dio per giustificare una violenza così inaccettabile. Ha insistito sul fatto che la Chiesa deve continuare a essere una voce profetica che denuncia le ingiustizie e promuove instancabilmente la pace.
Un fatto interessante è che, prima e dopo la visita del Segretario Rubio alla Santa Sede, sono circolati diversi testi e riflessioni su ciò che un cristiano dovrebbe considerare riguardo alla guerra e alla nonviolenza. Tra questi, documenti come Pacem in terris, Gaudium et spes e Fratelli tuuti. Tuttavia, una riflessione di P. Bernhard Häring († 1998), diffusa negli uffici vaticani, ha attirato l’attenzione: ‘Nel contesto delle questioni di pace e di guerra, la teologia morale è chiamata a svolgere un ruolo proattivo, poiché le esigenze bibliche sono chiaramente in conflitto con i modelli etico-teologici contemporanei (la teoria della guerra giusta). Questi modelli devono essere abbandonati a favore di un linguaggio e di una pratica rinnovati nello spirito e nel contenuto. Una delle espressioni della nonviolenza è il coraggio di parlare con fermezza a coloro che hanno i mezzi per nuocere’.
I leader politici mondiali e la principale stampa internazionale concordano sul fatto che Papa Leone XIII stia iniziando il suo secondo anno di pontificato nel migliore dei modi. Diversi sondaggi internazionali riflettono chiaramente la sua enorme popolarità tra i cittadini di ogni ceto sociale, soprattutto tra i giovani negli Stati Uniti. Ad esempio, la riflessione di Papa Leone XIII, ‘Non dobbiamo abituarci alla guerra; al contrario, dobbiamo respingere il fascino degli armamenti potenti e sofisticati come una tentazione’, è riprodotta in centinaia di università europee e nordamericane, a dimostrazione che milioni di giovani in tutto il mondo non sono indifferenti al male criminale delle guerre e delle ingiustizie.
Con rinnovata speranza, ci aspettiamo che il Papa, durante il suo prossimo viaggio apostolico in Spagna dal 6 al 12 giugno, interroghi ancora una volta i leader mondiali con il Vangelo di pace, giustizia e solidarietà come imperativo etico e morale imprescindibile, applicabile anche a ogni cristiano e persona di buona volontà che rispetti la dignità umana.
‘Gesù ci ha detto: Beati gli operatori di pace! Ma guai a coloro che piegano le religioni e il nome stesso di Dio ai propri interessi militari, economici o politici, trascinando ciò che è sacro nelle cose più sporche e oscure!’ (Papa Leone all’Incontro per la Pace – Cattedrale di San Giuseppe (Bamenda) / 16 aprile 2026).
Jaime Escobar Martínez / Direttore della rivista ‘Riflessione e Liberazione‘.
Roma – Santiago – Madrid